Grande celebrazione a Milano per Tamara de Lempicka (Varsavia 1898 ? Cuernacava 1980): infatti, fino al 14 gennaio 2007 presso le sale di Palazzo Reale sarà possibile visitare la mostra a lei dedicata da Gioia Mori.
Il ritorno a Milano dell?artista polacca si ha dopo 80 anni dalla sua prima personale realizzata grazie al sostegno della galleria d?arte del conte Emanuele Castelbarco.
Quando si pensa a Tamara de Lempicka la prima cosa che salta alla mente è sicuramente è il periodo dagli Anni Venti agli Anni Trenta del secolo scorso dove a far da padrona indiscussa nell?arte dell?epoca era quell?espressione particolare di Art Dèco, di cui Tamara, con qualche influsso futurista e qualcosa della Nuova Oggettività tedesca, ne è perfetta padrona.
Talmente è radicata nell?immaginario comune l?arte di quest?artista che la sua donna icona dell?emancipazione femminile di quegli anni è stata utilizzata per la compagna pubblicitaria di una nota casa di aperitivi (la campagna red passion del 1997 ancora in onda per la sua modernità e riuscita).
Forse la ?folle? Tamara ? non perdeva occasione per partecipare alla mondanità di Milano, Parigi e New York ? è il simbolo del femminino sacro degli anni tra le due Guerre, immagine perfetta delle sue tele che rappresentano ritratti di amici, di spasimanti, della figlia, ma anche delle sue amanti, per tutte Ira Perrot.
Il suo stile del tutto nuovo alla critica italiana in occasione della sua prima mostra milanese del 1925 ha fatto stridere un po? i denti a chi era ancora abituato alla pittura d?accademia, ma questa è Tamara de Lempicka, che ha saputo con la sua ambiguità sia personale sia artistica accattivarsi il pubblico di tutto il mondo, tra cui anche il Vate Gabriele D?Annunzio, amante speranzoso, ma rifiutato.
Nel 1939 nonostante le sue simpatie per il Fascismo italiano per probabili discendenze ebraiche sceglie di trasferirsi lontano dalla guerra a Cuba e poi negli States. Innamorata di Pompei, suo ultimo desiderio è di far spargere le sue ceneri dopo la sua morte (18 marzo 1980) su un vulcano messicano.
Nel percorso della mostra se si chiudono gli occhi e ci si lascia trasportare dall?immaginazione si possono sentire i rumori e i profumi, che quest?icona della generazione BI (bisex) che si diffondono nell?aria e sembra quasi di rivivere i fasti delle feste da salotto di Parigi circondati da artisti d?ogni genere, con Tamara al centro dell?attenzione di tutti.
Riferimenti: www.tamaradelempicka.it
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